Chi convive con il morbo di Parkinson sa bene quanto dolori, tremori e rigidità muscolare possano diventare costanti e limitanti nella vita di tutti i giorni. Ogni gesto, anche il più semplice, può trasformarsi in una vera e propria sfida. Fortunatamente, la ricerca scientifica sta facendo passi da gigante e alcune ricerche mostrano come il CBD possa offrire un valido supporto nel dare sollievo ad alcuni di questi sintomi. Il CBD non è una soluzione miracolosa, ma può rappresentare un alleato prezioso per recuperare un po’ di benessere e di serenità. In questo articolo analizzeremo come CBD e Parkinson possano essere correlati, e come, anche un piccolo sollievo da questi sintomi, possa fare una grande differenza.
Cos’è il CBD?
Il CBD, cannabidiolo, è una sostanza naturale contenuta nella pianta di Cannabis sativa. Fa parte della grande famiglia dei cannabinoidi, ma a differenza del più noto THC non ha effetti psicoattivi: questo significa che non provoca alcun senso di alterazione.
Proprio per questo, il CBD è diventato oggetto di grande interesse nel mondo scientifico e del benessere. Sempre più studi stanno infatti analizzando il suo potenziale nell’alleviare sensazioni di dolore, malessere e infiammazione.
La malattia di Parkinson: sintomi, cause e progressione
Il morbo di Parkinson è una malattia neurologica degenerativa che colpisce il cervello, riducendo progressivamente la produzione di dopamina, una sostanza fondamentale per il controllo dei movimenti.
I sintomi iniziali possono essere lievi e graduali: tremore a riposo, rigidità muscolare, movimenti rallentati (bradicinesia) e difficoltà posturali. Insieme ai disturbi motori, possono emergere anche sintomi “non motori”, come alterazioni del sonno, perdita dell’olfatto, stipsi, affaticamento, depressione o difficoltà cognitive, spesso prima che la malattia si manifesti pienamente.
Le cause esatte non sono ancora del tutto certe, ma può essere causato dall’interazione tra fattori genetici e ambientali.
Col progredire della malattia, i sintomi motori si aggravano, la risposta ai farmaci può diventare meno costante e compaiono difficoltà nell’equilibrio, nella parola, nella deglutizione e nel funzionamento cognitivo e autonomico.
Benefici potenziali del CBD nei pazienti con Parkinson
Negli ultimi anni, diversi studi preliminari e osservazioni cliniche hanno suggerito che il CBD possa offrire un supporto interessante per chi convive con il morbo di Parkinson, intervenendo sia sui sintomi motori che su quelli non motori. Per quanto riguarda i sintomi legati al movimento, alcune ricerche suggeriscono che il CBD potrebbe aiutare ad allentare la rigidità muscolare, ridurre l’intensità dei tremori e favorire una maggiore libertà nei movimenti, sebbene con risultati diversi persona a persona. Studi preclinici e clinici preliminari suggeriscono che il cannabidiolo abbia un potenziale terapeutico per alleviare i sintomi del morbo di Parkinson, offrendo proprietà neuroprotettive, antinfiammatorie e antiossidanti.
Secondo lo studio intitolato “Un viaggio attraverso il cannabidiolo nel morbo di Parkinson” pubblicato il 29 gennaio 2024 sul National Library of Medicine:
“I risultati degli studi preclinici che utilizzano il cannabidiolo in modelli di malattia di Parkinson sono incoraggianti: il cannabidiolo è promettente come nuova opzione terapeutica per la gestione dei sintomi motori e non motori del morbo di Parkinson, offrendo la speranza di un miglioramento della qualità della vita per i soggetti colpiti”.
Le evidenze cliniche più recenti
Le ricerche più recenti suggeriscono che il CBD possa offrire un sostegno concreto ad alcune persone che soffrono del morbo di Parkinson, in particolare per quei sintomi “invisibili”, che spesso pesano più di quelli motori. Diversi studi hanno infatti osservato miglioramenti nella qualità del sonno e nelle funzioni cognitive, con effetti visibili già dopo alcune settimane e senza reazioni avverse rilevanti. Un recentissimo studio, intitolato “La neuroscienza del morbo di Parkinson: esplorare cause, sintomi e potenziali trattamenti” e pubblicato il 24 febbraio 2025 su Front. Hum. Neuroscience, fornisce nuove scoperte sul potenziale del CBD sui sintomi non motori del Parkinson:
“Questi risultati dimostrano un possibile beneficio del trattamento a breve termine con basse dosi di estratto di cannabis su cognizione e insonnia nei pazienti con Morbo di Parkinson. Questo studio fornisce nuove scoperte sul potenziale della combinazione di CBD come trattamento sicuro ed efficace per i sintomi non motori del Parkinson”.
Non si tratta ancora di una soluzione definitiva, ma le evidenze attuali aprono uno spiraglio importante: il CBD potrebbe diventare un valido alleato nel migliorare il benessere quotidiano dei pazienti, soprattutto dal punto di vista emotivo e mentale.
Cosa aspettarsi oggi e in futuro dal CBD contro il Parkinson
Oggi, il CBD è visto come un possibile alleato contro insonnia, tensioni mentali e disturbi del sonno. Studi recenti mostrano che, assunto con moderazione e sotto controllo medico, il CBD non peggiora i sintomi motori e può portare piccoli benefici cognitivi. In vista di un futuro imminente, la speranza è che studi più corposi e controllati possano dirci chi può trarre vero vantaggio da questo componente, quando usarlo, in che dosaggi e con quali combinazioni. Progetti come il trial CAN-PDP, che sta valutando il CBD contro i sintomi psicotici del Parkinson, sono già in corso per esplorare nuove frontiere. Cosa aspettarsi quindi per il futuro?
Il CBD potrebbe diventare un domani una risorsa ancora più incisiva, capace di integrarsi in modo significativo nei percorsi di benessere personale. L’importante è approcciare scegliendo prodotti di eccellenza.





